Davide Emone

L’Agenzia delle entrate-Riscossione ti ha notificato un’intimazione di pagamento? Ecco le soluzioni!

L’Agenzia delle entrate-Riscossione non può procedere ad azioni esecutive (pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche) senza aver prima inviato al contribuente un sollecito, chiamato “intimazione di pagamento”, nel quale si elencano le cartelle e gli atti iscritti a ruolo che risultano non pagati e si intima il pagamento della somma complessiva dovuta entro 5 giorni, pena l’inizio delle azioni esecutive.

Si prescrivono in 5 anni i contributi Inail ed Inps

L’Agenzia delle entrate-Riscossione (ex Equitalia) notifica spesso intimazioni di pagamento, atti con i quali viene – appunto – intimato il pagamento di crediti contenuti in cartelle esattoriali mai opposte, che sono quindi divenute definitive. L’intimazione di pagamento precede l’inizio delle procedure esecutive (pignoramenti immobiliari, pignoramenti presso terzi, fermi amministrativi, ecc.) per il recupero di somme richieste da cartelle precedentemente notificate, alle quali non era seguita un’azione esecutiva entro l’anno.

Il giudicato esterno tributario nella giurisprudenza della Cassazione

Sulla Rivista di Diritto Tributario Online (www.rivistadirittotributario.it) è stato pubblicato un mio articolo (“I labili confini del “giudicato esterno” tra ricorso per cassazione e revocazione ordinaria”) in commento alla sentenza della Corte di Cassazione del 23 maggio 2019, n. 13987, che ha tentato di tracciare il confine tra i rimedi della revocazione (ordinaria) e del ricorso per Cassazione al fine di far valere il giudicato cosiddetto “esterno” tributario.