Davide Emone

Fase due anche per il Fisco: milioni di accertamenti e cartelle ai contribuenti da giugno.

E’ in arrivo uno tsunami sui contribuenti. Con la ripresa dell’attività ordinaria, dal 1° giugno 2020 l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia delle entrate-Riscossione sommergeranno i contribuenti di oltre 33 milioni di notifiche e comunicazioni di atti di accertamento, verifiche, avvisi bonari, comunicazioni di irregolarità, cartelle esattoriali, intimazioni di pagamento, atti esecutivi, e così via.
Un suggerimento fondamentale è il seguente: occorre difendersi e farlo fin da subito. Gli atti impositivi, di accertamento e riscossione, infatti, una volta notificati, se non impugnati entro brevi termini, diventano definitivi: ciò significa che non si può più, in alcun modo, contraddire il loro contenuto nel merito.

Emergenza Coronavirus: i pignoramenti già intrapresi dell’Agenzia delle entrate-Riscossione non sono sospesi!

L’intera attività dell’Agenzia delle entrate-Riscossione è bloccata? Non è proprio così.
Secondo anche le risposte fornite dallo stesso ente, nel periodo tra l’8 marzo e il 31 maggio, l’Agenzia non notifica nuove cartelle o intimazioni di pagamento, né procede con nuove procedure cautelari (fermo amministrativo o iscrizioni ipotecarie) o esecutive (pignoramenti). Tuttavia, se al contribuente è stato notificato un atto di pignoramento del proprio conto corrente, di crediti verso terzi, o di altri beni mobili e immobili, e se la notifica è avvenuta prima dell’8 marzo, anche solo di un giorno, la procedura esecutiva non si arresta.

L’Agenzia delle entrate-Riscossione ti ha notificato un’intimazione di pagamento? Ecco le soluzioni!

L’Agenzia delle entrate-Riscossione non può procedere ad azioni esecutive (pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche) senza aver prima inviato al contribuente un sollecito, chiamato “intimazione di pagamento”, nel quale si elencano le cartelle e gli atti iscritti a ruolo che risultano non pagati e si intima il pagamento della somma complessiva dovuta entro 5 giorni, pena l’inizio delle azioni esecutive.

Si prescrivono in 5 anni i contributi Inail ed Inps

L’Agenzia delle entrate-Riscossione (ex Equitalia) notifica spesso intimazioni di pagamento, atti con i quali viene – appunto – intimato il pagamento di crediti contenuti in cartelle esattoriali mai opposte, che sono quindi divenute definitive. L’intimazione di pagamento precede l’inizio delle procedure esecutive (pignoramenti immobiliari, pignoramenti presso terzi, fermi amministrativi, ecc.) per il recupero di somme richieste da cartelle precedentemente notificate, alle quali non era seguita un’azione esecutiva entro l’anno.

Il giudicato esterno tributario nella giurisprudenza della Cassazione

Sulla Rivista di Diritto Tributario Online (www.rivistadirittotributario.it) è stato pubblicato un mio articolo (“I labili confini del “giudicato esterno” tra ricorso per cassazione e revocazione ordinaria”) in commento alla sentenza della Corte di Cassazione del 23 maggio 2019, n. 13987, che ha tentato di tracciare il confine tra i rimedi della revocazione (ordinaria) e del ricorso per Cassazione al fine di far valere il giudicato cosiddetto “esterno” tributario.